Recensione
Gone For Good My Jerusalem
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Alt-folk/FM rock Voti redazione e staff

My Jerusalem

Gone For Good

One Little Indian

Sebbene si tratti di un debutto, Jeff Klein non è un esordiente in senso stretto, avendo già prestato le sue capacità di musicista a diversi nomi di spicco del panorama rock dell'America degli ultimi anni, tra i quali vale la pena di ricordare Ani DiFranco, Twilight Singers e Gutter Twins. My Jerusalem è però un progetto di vera e propria band, dove la vena di songwriter di Klein viene messa al servizio di un insieme di musicisti capaci e già maturi (anche nel loro caso, infatti, si tratta di turnisti e musicisti già noti nel giro grosso).

Gone For Good è intriso dello stesso mood sanguigno che trasuda dai dischi del suo mentore, Greg Dulli: rock classico pieno di soulfulness e venato di americana, blues e tutto il sudore del sud. Ma rispetto a Twilight Singers e Gutter Twins, i My Jerusalem fanno abbondante uso di fiati e archi per stemperare le atmosfere, mai davvero cupe, ma piuttosto caratterizzate da una agitata malinconia. Un occhiolino viene strizzato anche all'airplay, con le voci raddoppiate e stratificate nello stile che caratterizza gli Arcade Fire, e tra le dodici tracce del disco non c'è da annoiarsi davvero, tra la sofferta ballad Proposition, la brillante Valley Of Casualties e l'ottima Spleepwalking.

Gone For Good è un disco riuscito, ben suonato e interpretato, ma ha il terribile difetto di assomigliare sempre a qualcos'altro di già sentito, a partire dalla musica di Dulli e Mark Lanegan.

(6.5/10)

Scheda: My Jerusalem

Pubblicazione: 24 Agosto 2010

File under: Alt-folk/FM rock

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