Si suole affermare che l’unione faccia la forza ed ecco una dimostrazione pratica. Donso significa “cacciatore” in una delle lingue del Mali e un campanello vi starà già suonando nella zucca. Accantonate però il lavoro sulla tradizione “da dentro” condotto da Toba Seydou Traore e dal suo quasi omonimo Abdoulaye Traore: domina infatti il multiculturalismo in questa collaborazione tra francesi - il produttore Pierre Antoine Grison (anche musicista in proprio con l’alias Krazy Baldhead), Thomas Guillaume a percussioni e donso n'goni - e talentuosi “locals” come il cantante Gedeon Papa Diarra e Guimba Kouyate agli strumenti a corda.
Aggiungete la kora dell’ospite Ballake Sissoko e un impiego misurato della tecnologia ad aromatizzare ulteriormente una stilosa unione di acustico ed elettronico, un felice ricongiungersi sonoro tra primo e terzo mondo cui avrebbe giovato giusto un pizzico di concisione. Peccato veniale, dal momento che buon gusto ed equilibrio non vengono mai meno negli undici brani e specialmente in una Kono da ingolosire Eno e Byrne e nei sottintesi krauti di Konya, nella cristallina pulsazione Djama e nel superbo mesmerismo di Hunters. Saggio di meticciato del terzo millennio che, competente e caloroso com’è, non può che assicurarsi il nostro sincero “chapeau!”.
(7.0/10)
Scheda: Donso
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