Recensione
Bruises & Butterflies Elisa Randazzo
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folk-rock Voti redazione e staff

Elisa Randazzo

Bruises & Butterflies

Drag City

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Sarà da attribuire al ruolo di cantante e violinista in studio e dal vivo per i Red Krayola, se Elisa Randazzo giunge soltanto adesso al debutto in proprio. Magari è “colpa” della professione parallela di stilista che porta via energie, oppure dell’aver pianificato con cura la mossa per quando si sentiva davvero pronta. In ogni caso - al pari della Lisa Germano con la quale trovi più di un parallelo - questa girovaga figlia d’arte (i genitori Victoria e Teddy hanno vergato successi per Zombies, Linda Ronstadt e Frank Sinatra; mamma è responsabile del classico garage I’m Five Years Ahead Of My Time immortalato dai Third Bardo) ha la mentre aperta e ottimi studi alle spalle.

Ha dunque soppesato il passo, così che bene le ha detto darsi a un folk-rock profumato di country che sgorga dal Laurel Canyon dei primi anni ’70. Di Judee Sill, giusto per trovare un referente calzante, non possiede però - ancora? - l’enigmatico fascino (ma nella cristallina cascata del capolavoro Waterfall sì…), tuttavia non cede alla trappola di trovarlo a tutti i costi spezzandosi le ali. Preferisce offrirne una versione altrettanto vitale, un filo più raddolcita e terrena (Moonshine,Remember May) e temperare la Joni Mitchell che fu (Blood To Give) con le sicurezze bucoliche appartenute a Neil Young (Can't Afford My Peace Of Mind, Colors); e se è vero che si rifugia dentro un paio di composizioni “gradevoli e basta” (Circles, Darkerlands), produzione e arrangiamenti rimangono per tutto il disco impeccabili, certosini eppure spontanei.

Inoltre riallaccia in due canzoni il legame con la cantautrice britannica Bridget St. John, trasferitasi oltreoceano decenni or sono e da poco tornata a calcare le scene. Mostrare influenze e lignaggio senza alcuna paura è un gesto degno di chi affila una penna già acuta, di chi offre un presente da favola nell’ipnotica Wintersong, nel delicato arazzo Goodbye e nella sublime mestizia coheniana di He Faded suggerendo che il meglio sta dietro l’angolo. Giusto quello che apprezzavamo nella Germano anni fa. Se il buongiorno lo vedi dal mattino…

(7.4/10)

Scheda: Elisa Randazzo

Pubblicazione: 22 Agosto 2010

File under: folk-rock

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2010)

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