Recensione
Always Mist His Clancyness
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dream-pop Voti redazione e staff

His Clancyness

Always Mist

Mirror Universe Tapes

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Jonathan Clancy, bolognese di Ottawa, era il cantante e chitarrista dei Settlefish, ora negli A Classic Education. Da qualche anno è anche Sua Clancysità, succo concentrato di indie coolness che più di così si muore. Una cassetta-demo ultralimitata e un cd-r su Secret Furry Hole, l'interessamento nientemeno che di Pitchfork (tre pezzi in streaming, uno di questi la ruffianissima cover di So Bored dei ruffianissimi Wavves) ed ecco il debut vero e proprio. Sempre su cassetta limitata, per carità, e su quella Mirror Universe Tapes che ha nel suo nastro-roster anche un pezzo da novanta come Toro Y Moi (lo si è capito già da un po' che questa storia del revivalismo analogico non è esclusiva dei soli noisers). Ovviamente la cassettina è già sold out.

Il titolo del lavoro e quel "dream-pop" che campeggia come genere di riferimento sul Myspace sono i perfetti addendi di una equazione che si chiude da sola. Nove miniature tic tac, produzione casalinga, suono squillante ma impastato, voce lontanissima. Ecco spiegata quella nebbia onnipresente (nebbia che lascia Surriento addirittura, fisarmonica e mandolinismi, nella strumentale Clear The Mist). Pop a candeggio nel latte, genealogia surf (Just Like Mondays), psych Sessanta (il cabaret Kinksiano di Vampire Summer) e Paisley (ma anche un certo retrogusto slacker-Beckiano in Nothing And Nowhere To Go), arpeggini tra folk e candore XTC (Piece Of Cake, Night And Fables), microcavalcate "emo al tempo del Beat" (Misinterpret My Words, uno dei pezzi migliori).

Radicalsciccheria indie dicevamo, ma un approccio cantautoriale che altri, meglio prodotti e suonati, non hanno e un paio di pezzi sopra la media.

(6.4/10)

Scheda: His Clancyness

Pubblicazione: 06 Agosto 2010

File under: dream-pop

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Gabriele Marino
Gabriele Marino (Album 2010)

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