Recensione
Gemini Wild Nothing
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indie, Glo fi, 4ad Voti redazione e staff

Wild Nothing

Gemini

Captured Tracks

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Tipico fenomeno del Pitchfork 2010 in ansia da nuovi volti slavati sull'onda glo-fi, dreampop e shoegaze, l'esordio della one man band Wild Nothing è esattamente quello che ci voleva per far tornare due conti alla Captured Tracks, etichetta trendissima che ci aveva regalato due bei prodottini come Bitters e Beach Fossils e ora s'appresta a vendere un po' di copie in più grazie al virginiano Jack Tatum in questione.

Con quel misto di Radio Dept e Atlas Sound sotto candeggina Washed Out, la sua creatura ha tutte le carte in regola per riassumere un crocevia di indie-ness Ottanta/Novanta, includendo nella fragile formula pop sia l'Inghilterra di provincia degli Shop Assistants sia quella da immaginario collettivo di Smiths (O, Lilac, Summer Holiday, Our Composition Book), immancabili New Order alle tastiere e imprescindibili Cure (giri di basso e qualche arpeggio Gallup).

Il pregio maggiore sta comunque nello sbiancare l'umbratilità della 4AD dei Cocteau Twins (Drifter), trattamento che tuttavia confluisce nella più anonima gassosità, e quindi intercambiabilità, tipica dei ragazzi dell'America di provincia di questo biennio.

Il cavallone non si è ancora abbassato, l'estate di Jack splende tanto quanto quelle dei colleghi glo, soltanto che il suo Gemini risulta un tantino più prevedibile e sulla scia del loro successo. In scrittura sicuramente più interessante His Clancyness.

(7.0/10)

Scheda: Wild Nothing

Pubblicazione: 06 Agosto 2010

File under: indie, Glo fi, 4ad

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

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