Corey Allender, Daniel Franz (anche nei Beach House sporadicamente), David Heumann e Steve Strohmeier hanno toccato quota 3. Terzo album per i ragazzi di Baltimore e primo a vedere la stessa identica line-up per ogni song in scaletta. Registrato presso il Lord Baltimore Recordings da Rob Girardi, in soli due mesi l'autunno dell'anno appena trascorso, Song Of The Pearl mostra una saturazione del suono che fa piacere a chi ama gli ultimi Pontiak. Qui però la psichedelia, come di costume per gli Arbouretum, divaga verso derive pesanti e lisergiche Anni '60, senza farsi compromettere dall'hard della decade successiva. False Spring, per esempio, è d'un bell'acido, Mad River style, mentre Dave Heumann e Steve Strohmeier trovano l'alchimia chitarristica perfetta in Another Hiding Day, in sostanza un bel numero folk elevato pian piano, ingravidato il numero dei giri con polifonie vocali di contorno, fino a sfinirsi nell'epos duellante più puro.
Una Last Trip To Tulsa addolcita dagli America e incrociata con i Rainbow. David Heumann, nonostante l'aiuto sporadico di Rob Wilson, rimane sempre il compositore principale della band, l'asse sonoro della quale si perpetua, nella sostanza, ricalcando melodie folky cristalline e profonde (Song Of The Pearl) degne della 'Laurel Canyon Scene' che fu (Susan Carter, Neil Young o Judee Sill). Eccezioni alla regola, hard blues 'esistenziali' quali Thin Dominion o l'heavy metal thunder che fulmina Infinite Corridors.
(7.0/10)
Scheda: Cotton jones
Pubblicazione: 01 Marzo 2009
File under: hard blues
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