Recensione spot
Every Single Penny Will Be Reinvested in the Party Shit Browne
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Rave and roll Voti redazione e staff

Shit Browne

Every Single Penny Will Be Reinvested in the Party

Asphalt Duchess

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In questo periodo di ravers rinnegati (Klaxons) e postpunkers alla deriva col pilota automatico, revival to revival, Club to Club, non può che farci piacere l'ennesima band che riscopre la stagione Madchester e ne fa manifesto, forse filosofia e fa un disco come se fosse nel 1992, anno magico come non mai visto a posteriori (vedi anche alla voce Zomby).

Parliamo della Manchester baggy e strafatta di pillole, indie-rock e soul, quella Manchester che se la batteva tra Happy Mondays dopo sballo e pose bucoliche Stone Roses, un giro all'Hacienda di Tony Wilson e lo svacco sul couch a scacchi fino al venerdì e poi di nuovo in pista sotto i palchi e dentro la discoteca fino al mattino.

Per una volta, protagonista di questa storia non è il solito gruppo brit che rifà strafattisimo la tradizione dei cugini, ma cinque ragazzi mangia mostarda originari di Dijon ora trasferiti a Parigi, città nella quale stanno divulgando un verbo che, a ben vedere, non è così calligrafico come potrebbe sembrare. Troverete i Primal Scream recenti in brani come Winter Collection e Browne And Proud, i primissimi Oasis in odor di shoegaze, le tastiere dei New Order in Chairman Meow e pure gli attualissimi Art Brut a tutta gag e narrativa (She's A Party e Sweetback) in questo fresco e intelligente esordio firmato Shit Browne.

Un pentagono di nerd french che suona più eclettico che strafatto, più in technicolor come piace a Bobby Gillespie che in sculetto r'n'b Happy Mondays, più con l'arpeggio facile - e ben angolato - alla John Squire piuttosto che in candeggio folky à la Ian Brown. C'è un po' di tutti loro ma in ordine sparso dunque, con la scioltezza doppio zero necessaria e un senso della ripetizione non distantissimo dalla francesissima produzione Kitsuné (ancora Winter Collection che tira in ballo anche gli Hot Chip sul finale) e un fare contagioso che nel recente passato è stato soltanto degli Art Brut.

Capita l'antifona? Non siamo alle prese con il solito postmodernismo veloce da una botta e via. Vengono dalla Francia i vostri rave'n'rollers del 2010.

(7.3/10)

Scheda: Shit Browne

Pubblicazione: 04 Agosto 2010

File under: Rave and roll

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

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