L’effetto che restituisce l’ascolto di questa nuova fatica della coppia tedesca ha del paradossale: richiama alla memoria la breve e felice stagione in cui esplosero trip-hop e downtempo, che prima di trasformarsi in salottiero sottofondo buono per i centri estetici qualche bel disco fecero in tempo a consegnarcelo. Sembra, insomma, di leggere oggi una missiva che doveva esser spedita un decennio e rotti or sono per avere reale consistenza, per suscitare le emozioni che chi la scrisse aveva in mente. Alla prova dei fatti risulta difatti interessante il loro approccio moderatamente trasversale alla materia volto a fare cosa sola di elettronica e jazz, soul e latinità, slarghi dub e inquietudini post: il problema sorge nel momento in cui realizzi che di calendari dal muro ne hai frattanto staccati un bel po’.
Va difatti benissimo omaggiare e in parte aggiornare gli Everything But The Girl di Eden tramite la delicata Messengers e genuflettersi ai Michael Brook e Daniel Lanois del caso nel sentire cinematico di Fuersattel e nelle tensioni “noir” di Kinder Ohne Strom e Big Nicks; assai meno l’aver trattenuto di Isaac Hayes la buccia e non il frutto, oppure essersi smarriti in eccessive gassosità, del tipo che l’ambiente lo riempiono senza riuscire a crearselo intorno. Accade giusto in un paio di episodi e si deve tenerne conto, frattanto aggiungendo sul piatto le title-track e le Same Sun più realiste del re nel loro rifarsi ai primi Air. Se poi tra gli invitati alla festa sbucano fuori anche Kruder & Dorfmeister e sotto bracci recano la glassa sinuosa e suadente che li fece famosi, converrete che Boozoo Bajou di talento puro non ne hanno poi molto. Piuttosto abbiamo a che fare con artigiani valenti e moderatamente abili, dal discreto gusto e tecnica adeguata. Prendendo spunto dai “what if” resi celebri da Philip K. Dick, viene da pensare cosa sarebbe accaduto se Grains avesse visto la luce nel 1998. In questa epoca confusa e indecifrabile, pur convincendoci abbastanza, non lascerà segni.
(6.6/10)
Scheda: Boozoo Bajou
Pubblicazione: 02 Febbraio 2009
File under: post downtempo
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