Recensione spot
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Genere

ultra(dream)pop

Data di uscita

Luglio 2010

Pubblicazione

02 Agosto 2010

Menomena

Mines

Barsuk

Tornano a farsi vivi dopo tre anni i Menomena, da quel Friend And Foe che ci aveva intrigati abbastanza senza però imprimersi a sufficienza nella memoria, quasi fosse uno scherzo genialoide, sfoggio di talento a perdere e poco più. Invece era di più, e questo Mines arriva clamorosamente a dimostrarcelo. Col terzo disco la band di Portland centra in pieno l'obiettivo, tutte le premesse portate a compimento con l'intensità delle grandi occasioni. Il tiro è sempre quello, un patchwork impetuoso e sognante di suggestioni contemporanee, ovvero una spiccata predilezione per il brit estroso dei Blur come una pelle sotto cui si muovono inneschi post-wave, spurghi power, marachelle electro, post-soul androide TV On The Radio, enfatiche contrizioni Elbow, mesmerici artifici Mercury Rev, torve pieghe Morphine (gli sconcertanti barriti del sax), irrequietezza mitteleurpoea vagamente dEUS, slarghi melodici Coldplay, espedienti ritmici Radiohead e via discorrendo.

Come già nei precedenti lavori, la canzone ne esce come uno spazio in cui il suono si reinventa riposizionandosi su combinazioni tanto veementi quanto meditate, nulla lasciato al caso neanche e soprattutto il senso d'immediatezza, un denso, impulsivo e ammaliante qui e ora. In più, oggi, c'è il voler dare un senso alla canzone, aumentandone il peso specifico al di là del rollercoaster sonoro, pompando sostanza emotiva nella vena giocosa: ci riescono mediamente bene per tutti gli undici pezzi in programma, calando assi importanti con Killemall (le cui fregole ultrapop bazzicano epos Arcade Fire e fregole Patrick Wolf), Sleeping Beauty (da qualche parte tra Flaming Lips e Peter Gabriel) e con le sfuriate power-psych di Bote. I Menomena sono un frutto maturo e succoso. Il momento di coglierli è: ora.

(7.7/10)

Scheda: Menomena

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2010)