Di nuovo bedroom-pop col marchio Slumberland in bella mostra. Siamo alla noia, direte voi, ma in questo caso il duo di New Haven, Connecticut, non propone il solito gelato misto ai gusti shoegaze e lo-fi pop, ma spinge sul versante del noise, aiutato da una scelta, quella di affidare le ritmiche ad una drum-machine tanto stitica quanto vintage, che connota sin dall’esordio Feel Sorry For Me direttive di base e obbiettivi di fondo.
Andrea B., voce heavenly come d’ordinanza, e Adam Malec, emigrante polacco e polistrumentista in combutta con l’ospite, produttore e amico Tim Borkowski, mettono in scena un teatrino che ricalca il trend del momento in ambito dream-pop in lo-fi, ma nello stesso tempo spruzzano l’offerta di un velo neanche tanto invisibile di rumore e dissonanza. Non proprio alla maniera primigenia dei padrini Jesus And Mary Chain, tanto meno in quella sanguinaria dei My Bloody Valentine, ma in quanto a modus operandi ci siamo molto vicini; solo che qui synth, effettistica povera e distorsioni di chitarra sporcano l’evocato immaginario shoegaze del duo fornendone una sorta di paradossale e incestuoso mix tra Suicide e C86 (Nautical Song), o tra Black Tambourine e Velvet Underground più scassoni e roboticamente malati. Tanto che forse per questo duo si può giustificare l’odiosa e onnicomprensiva etichetta nu-gaze. Per quel che può valere, ovvio.
(7.0/10)
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