Recensione
feat. Michel Ongaru – Healing The Music Embassadors (The)
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jazz, elettronica Voti redazione e staff

Embassadors (The)

feat. Michel Ongaru – Healing The Music

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Prendete un mappamondo… Non ne avrete abbastanza. Inevitabile, quando il tuo passaporto è collage di timbri e visti, quando il tuo bagaglio culturale e artistico ha rattoppato sopra bandiere e pezze dei più svariati Paesi, quando le tue influenze sono indefinibili tanto variegate e profonde e quando il tuo stile abbraccia mondi così (a prima vista) lontani. Inevitabile che il prodotto finale, acquisendo gli odori di tutti i componenti, risulti variegato, sfaccettato, imprevedibile.

Healing The Music, primo lavoro del collettivo apolide degli Embassadors, è così: attorno a fondamenta jazz viene eretta una costruzione che si modella via via le anime dell’ensemble si manifestano. La world music usata come intonaco e stucchi per le facciate, lascia il posto a interni fusion, reggae, sino a ballate romantiche impreziosite da viole e violoncelli. Volendo considerare e “sezionare” le singolarità del gruppo si ritrovano cinque diverse patrie, quattro continenti, uno spettro di abilità strumentali che s’allarga da un’educazione classica (il violoncellista Claudio Bohorquez, Gareth Lubbe e la sua viola), ad una jazzistica (l’anima del gruppo: Hayden Chisholm sassofonista e clarinettista, Matt Penman, bassista) sino a elettronica e dub. Senza tralasciare la voce: il vocalist e polistrumentista keniota Michel Ongaru in grado di tradurre e donare un tocco d’esoticità al lavoro, introducendo cantati in lingua swahili.

Un collage delicato, dotato d’innegabile finezza esecutiva. Un mosaico musicale che s’arrischia peccando di troppo impegno nella ricerca d’atmosfere rarefatte, lontane, indigene.

(7.0/10)

Pubblicazione: 27 Maggio 2008

File under: jazz, elettronica

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Marco Canepari
Marco Canepari (Album 2008)

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