Recensione
Milano Original Soundtrack No Guru
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no wave / rock Voti redazione e staff

No Guru

Milano Original Soundtrack

Bagana Records

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Psicopatologia della metropoli. Quasi si trattasse di un Mingus periodo Pithecanthropus Erectus con il suo jazz selvaggio e rumoroso, (in)civilizzato e legato indissolubilmente ai suoni della città. Solo che qui si parla il linguaggio delle chitarre elettriche, tra Contortions e Dead Kennedys, sax sguinzagliati in stile Zu e schegge punk, fuori dalla New York di fine Cinquanta e dentro l'attualità alla cocaina del capoluogo lombardo. Anche se poi una New York spunta davvero in Milano Original Soundtrack: quella no wave. Con tanto di sprazzi free, tempi dispari, scambi incandescenti tra elettriche e batteria vergati da musicisti come il borderline per scelta/sperimentatore per attitudine Xabier Iriondo. Quest’ultimo colto a incrociare le armi con il quartetto Scaglia-Marcheschi-Talia-Briegel, un gruppo di lavoro che ai vecchi fan dei Ritmo Tribale dovrebbe come minimo far saltare le coronarie.

Tornano i Novanta. E se in Neve sembra di stare ai tempi dell’Edda capellone, in Amore mutuo fa capolino un disco come Germi mentre in generale si respira un senso di déjà vu controllato e quasi inevitabile. Un'approccio che è marchio registrato di questa generazione di musicisti, tanto da apparire credibile oltre ogni previsione nell'unione instabile col nichilismo newyorkese e talvolta persino capace di rinnovarsi (come nel caso della fusion strumentale di Perle ai Porci o nei rimbalzi spigolosi del singolo Fuoco ai pescecani).

Insomma alla fine di ritorno si tratta. Ma degno e sensato.

(7.0/10)

Scheda: No Guru

Pubblicazione: 28 Luglio 2010

File under: no wave / rock

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