A lavorare con gente come Michael Davis (MC5) e David Catching (già collaboratore di Eagles Of Death Metal, Queens Of The Stone Age e qui chiamato a produrre) i trevigiani Ojm qualcosa hanno imparato, considerando anche che sono al terzo disco della loro carriera – se si eccettua l’ultimo Live In France - e che già l'esordio del gruppo Heavy trovò il modo di farsi distribuire all'estero dall'inglese Cargo.
In Volcano si parte dal binomio Blue Cheer / Black Sabbath per sparare mezz'ora di chitarre elettriche su un muro di amplificatori valvolari e riflussi di bassi distorti, batteria e delay, col fine di rinverdire i fasti di un hard-blues desertico che in prospettiva ha più di un punto di contatto con la produzione di formazioni come Kyuss e Unida. C'è da dire che le cose migliori si ascoltano quando i tempi si fanno meno serrati e la componente psichedelica prende il sopravvento – gli intrecci di organo e sei corde che troneggiano nell'ottima Oceans Hearts o l'acidume filtrato dai wah wah di una I'll Be Long che cita in più di un passaggio la Gimme Shelter degli Stones - , anche se è tutto il disco a godere di una razionalità agguerrita e nostalgica.
(6.3/10)
Scheda: Ojm
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