Recensione
Lazers Never Die Major Lazer
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nu-dancehall Voti redazione e staff

Major Lazer

Lazers Never Die

Mad Decent

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L’EP che segue a ruota il terzo e hyppatissimo album della reginetta agit-prop M.I.A. conferma Diplo e Switch come spin doctors dell’hype musicale contemporaneo (tra le altre cose i due sono reduci pure da un mixtape con La Roux). I produttori più in voga del momento raccimolano le idee e battono il chiodo sull’incudine calda del dancehall, elemento che sottende da anni il loro successo planetario e le derive dell’electro di molti produttori di nuovo conio (Toddla T e Ramadanman su tutti).

Due inediti: il dancehall da balera Kingston (Good Enuff rivistata in gran spolvero da Cash Flow con le vocals di Collie Buddz e Lindi Ortega), e il singolone Sound Of Siren che riporta M.I.A. su un accogliente cameo/ritornello melodico, coadiuvata dal buon rapping giamaicano di Busy Signal. Tre remix per farcire la torta: la carica tribal dei Buraka Som Sistema per Bruk Out, gli innesti bbreakz di K.L.A.M. per Can’t Stop Now e addirittura la mano di Thom Yorke (tanto per dire a che piani riescono ad accedere i due...) su una stupenda Jump Up in acido techno ragga-minimal.

Un biglietto da visita da usare nei parties dell’hot summer 2010. Divertimento assicurato e spensieratezza calcolata a tavolino. Il Maggiore Laser è una spia a servizio dei giamaicani. Il loro obiettivo è ormai palese: la conquista del mondo ‘finto-chic-finto-freak’ delle passerelle alternative UK. Per l’occasione rispolverate pure i catenoni dorati, le canottiere imbrattate di sudore e il pacchetto di cartine Rizla. Al resto pensa l’A-Team del dancehall.

(7.0/10)

Scheda: Major Lazer

Pubblicazione: 23 Luglio 2010

File under: nu-dancehall

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2010)

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