Questo ennesimo album del compositore tedesco Max Richter ci fa capire come sempre di più i suoni un tempo etichettati come 'classica' siano entrati nella palette sonora dei rockettari, tanto che la Fat Cat, storica etichetta rock inglese, ha fondato per lui la 130701. Non serve richiamare Sigur Rós, Eleh e Bedroom Community per delineare un’eredità che parte dal minimalismo storico e arriva fino ai giorni nostri. Il suono post-00 è un’accozzaglia di fonti che pescano dalle più svariate realtà: la classica è solo una di queste. Proporre al popolo rock un disco che prevede una sonorizzazione per un balletto (rappresentato nel novembre 2008 alla Royal Opera House di Londra) non fa - per fortuna - più scandalo.
infra riprende le idee di The Blue Notebooks e Songs From Before, utilizzando Michael Nyman come riferimento per il piano e chiosando con il Philip Glass delle colonne sonore di Koyaanisqatsi per quanto riguarda le cavalcate di archi, magari riempiendo tutto con degli intermezzi di field recording un po’ raffazzonati. Atmosfere languide, malinconiche, che piaceranno ai fan di Allevi ed Einaudi. Non aggiunge molto a quanto già detto in precedenza, ma si lascia ascoltare, eliminando di fatto il confine tra classica, chill-out e pop. Che sia un bene?
(6.0/10)
Scheda: Max Richter
Pubblicazione: 21 Luglio 2010
File under: classica pop
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