Recensione
Beyond Berkeley Guitar AA.VV.
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guitar soli Voti redazione e staff

AA.VV.

Beyond Berkeley Guitar

Tompkins Square

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Anche non leggendo il libretto che lo accompagna, è facile trovare in John Fahey lo spirito guida di questo disco. Che è il seguito di Berkeley Guitar, raccolta che nel 2006 si incaricava di mostrare quanto la “scuola” della primitive guitar fosse tuttora viva da che Fahey la fondò (e con essa, la Takoma Records) in un quieto angolo di California settentrionale. Scopo raggiunto allora e oggi, allorchè la distanza dalla dipartita del Maestro cresce e con essa la portata della sua Arte; a maggior ragione pochi mesi dopo che uno dei suoi più talentuosi discepoli, Jack Rose, è scomparso prematuramente.

Di blues trasformato in metafisica, qui, troverete tuttavia tracce sporadiche e più che altrove nello sferzare di corde che si fa aereo della fluviale Ourselves When We Are Real di Sean Smith, che del disco è anche il curatore. Assenti certi rumorismi o le sarcastiche intrusioni di surrealismo europeo, come non ve ne sono nei restanti sei brani offerti da altrettanti chitarristi della Bay Area, dotati dell’abilità e competenza tipiche di chi riconosce apertamente le proprie radici e pensa a sé come a un appassionato prosecutore di un’antica tradizione.

Bandita ogni freddezza, nell’aria si spargono il virtuoso shuffle blues di Ava Mendoza e il dolce “raga” citazionista di Richard Osborn, il fingerpicking spagnoleggiante di Aaron Sheppard e la familiare tensione sospesa di Trevor Healy e Chuck Johnson. Non bastassero gli immaginifici titoli delle composizioni, spetta al Celacanto - pesce ritenuto estinto e riaffiorato all’improvviso in un melmoso fiume americano, nel quale Fahey amava identificarsi - sovrapposto in copertina a una chitarra incarnare l’ennesimo omaggio a un immane Genio.

(7.2/10)

Scheda: AA.VV.

Pubblicazione: 25 Luglio 2010

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2010)

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