Avevamo lasciato gli Autolux cinque anni fa ai tempi dell’esordio Future Perfect con un suono a metà tra le pose in negativo dei Sonic Youth e il pop albionico più trasognato e vicino allo shoegaze, in una formula suonata a dovere senza tuttavia quel quid da farcela amare.
Ci è successo molte volte nei Duemila: tante ipotesi di (re)interpretazione di verbi potenti e familiari (un caso per tutti: i Black Rebel Motorcycle Club), poche idee melodiche e tante (magre) consolazioni in chi come questo trio losangelino si prendeva comunque la briga d’incidere un album come una volta: in uno studio decente, con un produttore d’esperienza (T-Bone Burnett) e magari pure con il tempo necessario per editare il lavoro finito, aggiungendo dettagli preziosi e togliendo amenità della prima ora.
Non certo memorabile come l’esordio dei Radio Dept., Future Perfect era il classico album indie figlio di quei '00 di mezzo che annunciavano il ritorno dello shoegaze e del noise pop dei maestri (la reunion di My Bloody Valentine e Jesus And Mary Chain) senza tuttavia riuscire ad imprimere un aggiornamento a quelle sonorità; atteggiamento che Transit Transit, annunciato già due anni fa e poi rimandato almeno due volte per problemi discografici, pare in apparenza ricalcare.
E' chiaro che nel maggior tempo a disposizione i tre noti perfezionisti hanno calcato su dettagli e layer sonici con una dovizia pari a quella dei Blonde Redhead (citati in Supertoys, Kissproof e The Science of Imaginary Solutions), eppure Transit Transit è un album a suo modo coraggioso, fatto di scelte significative che hanno comportato cambiamenti decisivi: l'attuale formula abbraccia ballate al piano attorniate da effetti quasi sinfonici (Transit Transit), un uso più sostanzioso dell'elemento kraut attraverso setting ritmici metronomici (la Broadcast-iana The Bouncing Wall) e un velato approfondimento in direzioni psych barrettiane (Census) quando non addirittura wilsoniane (Spots).
Ancora un album sorretto da questo impegno e potrebbero godere dello stesso rispetto dei newyorchesi più cool in circolazione. Soprattutto vantarne una variante convincente.
(7.0/10)
Scheda: Autolux
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