Qualcosa si era subodorato già con le ultime uscite – dal lp/cd-r The Risk Of Gravitation in poi – ma ormai siamo al punto di non ritorno: La Otracina è a tutti gli effetti un gruppo metal. Prog-metal con una spruzzata di psych, ad essere precisi, e con tutto il corollario di circostanza: andamento stomp e pomposo, svisate cervellotiche, doppia cassa e virtuosistici assoli di chitarra più una voce, quella di Adam Kriney, vergata su un qualcosa a metà tra Metallica e Black Sabbath (coi dovuti distinguo).
Di quella weirdness di matrice psych e post-kraut che caratterizzava i primi passi del progetto di Adam Kriney (Love, Love, Love su tutti) che aveva favorevolmente impressionato, resta ormai ben poco, se si escludono gli 11 abbondanti minuti della title track, carsica e liquida litania strumentale che rievoca ossessioni e reiterazioni dei tempi andati mettendoci in mezzo anche una spruzzatina di jazz, o in coda all’altrettanto estesa traccia conclusiva, Mass Meteoric Mind. Per il resto un ammasso hard-rock nemmeno malaccio in alcune sue aperture (i passaggi orientaleggianti di Hail Fire o alcuni momenti prog-jazz della edita Crystal Wizards Of The Cosmic Weird), ma che non c’entra nulla con l’immaginario che conoscevamo e apprezzavamo. Dunque se il precedente Blood Moon Riders (sempre per Holy Mountain) chiudeva una fase, questo Reality Has Got To Die ne apre un’altra, apparentemente scialba e poco interessante.
(5.5/10)
Scheda: La Otracina
Pubblicazione: 20 Luglio 2010
File under: psych-metal
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