Recensione
Apparitions Light Pollution
Cover image
indie-shoegaze Voti redazione e staff

Light Pollution

Apparitions

Carpark

Provocheranno più di una night pollution questi Light Pollution, specialmente agli aficionados dello shoegaze indie più corposo e meno etereo. Sono in quattro, vengono da Chicago, città che ci ha abituati a ben altre esperienze musicali, e Apparitions è il loro primo album: un 9 tracce in cui mettono a macerare lo shoegaze di cui sopra in un bel pastone indie primi nineties. In più i giovani vanno di ibrido, indirizzando la propria attenzione a quelle solari melodie sixties che fanno molto indie-fuzz odierno (da Harlem agli ultimi Woods passando per i Ganglians, per capirsi) depurato dalle istanze garage e ad atmosfere e soluzioni meno scontate che sfruttano stratificazione e dissolvenze.

Drunk Kids è un ottimo esempio di questo procedere eterodosso: trattiene in sé la forza evocativa dello shoegaze più dreaming e dilatato, ma la incastona in una architettura sonora pienamente indie, ottenendo come risultato una versione sixties-pop di un ibrido Animal Collective/Deerhunter. Altrove i tempi si dilatano oltremisura e le atmosfere si sfocano, come da immaginario legato al moniker, tratteggiando bozzetti instabili e claudicanti, sognanti e slabbrati come Deyci, Right On o lande di agreste psycho-pop, delicato e sfasato come in Bad Vibes o nella liquida stasi della conclusiva ed onomatopeica Ssslowdreamsss.

Apparitions è un buon esordio, in grado di coprire tutto l’arco di queste giornate estive: dalle sferzate mattutine energiche e appiccicose (Oh, Ivory, una All Night Outside molto Broken Social Scene, il glo-fi anni ’80 di Fever Dreams) ai lascivi tramonti delle suindicate tracce. La speranza è che superi la soglia del ricordo una volta arrivato il cambio di stagione.

(6.9/10)

Scheda: Light Pollution

Pubblicazione: 17 Luglio 2010

File under: indie-shoegaze

| Archivio
Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2010)

Rss
copertina pdf #91