Da quello che è probabilmente l’evento discografico dell’anno, cioè il terzo e “decisivo” disco degli Arcade Fire, sono già ascoltabili in rete quattro brani. Per quanto sia difficile dire quanto possano essere indicativi di The Suburbs (questo il titolo dell’album fuori ai primi di agosto), resta la domanda su come la formazione possa gestire il clamore suscitato; se, cioè, riuscirà a entrare in classifica e non uscire dai cuori dei più esigenti. In tal senso, infastidisce un po’ sapere che il suddetto lavoro verrà commercializzato in otto copertine diverse, ma d’altra parte il marketing si muove in maniera tortuosa.
Altra faccenda la musica: se Ready To Start sciacqua l’epica con caramello e sibilanti tastiere senza convincere, The Suburbs risponde tramite un appassionato folk-rock in tempo medio che ragiona sui Beatles prodotti da Phil Spector però scampati alla morte dei sixties. Il compito di stupire spetta a Month Of May, parafrasi personale del techno-rock duro e tuttavia elegante escogitato dai Primal Scream alla fine dello scorso decennio: superata l’incredulità, applaudi. We Used To Wait è viceversa il nuovo inno, fantasmi di Echo & The Bunnymen sulla china discendente si impastano di elettronica cupa anni ’90 e inciampano in déjà vu e retorica. Un pareggio, a conti fatti: per gli eventuali calci di rigore, tocca aspettare il prossimo mese
(6.7/10)
Scheda: Arcade Fire
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