Recensione
III Hiroshima Rocks Around
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noise-rock spastico Voti redazione e staff

Hiroshima Rocks Around

III

Escape From Today

Mette subito tutto in chiaro il sibilo in distorsione che apre questo comeback dei romani Hiroshima Rocks Around. Rumore bello spesso e lurido, quello che i quattro squilibrati (Toni Cutrone, Jabba Boy, ’Ndriu Marziano e il defezionario Vincent Filosa) ci mettono sul piatto in questo che è sì, il nuovo album, ma che colleziona anche tracce da precedenti, limitate release come lo split-album con Bipolar Bear (Kill Shaman / No=Fi Recordings, 2009) o 7” introvabili (The Matter Of Face su S-S).

Rumore dicevamo, di quello che girava a casa AmRep una ventina esatta di anni fa: marcio al midollo, puzzolente, scanzonato, sboccato e slabbrato. Roba repellente per le verginelle orecchie degli indie-kids di oggi e acqua fresca per chi ha il marchio della label di Minneapolis tatuato a fuoco sulla pelle, III è in costante distorsione, sfora il limite della decenza sonica, frantuma ogni ipotesi di destrutturazione, svisa verso territori arty senza essere presuntuosamente arty, sostenuto com’è da un impatto materico, carnale come la percussività tribale ossessiva e ossessionante e gli eccessi rumorosi degli strumenti portati al punto di collasso. Una sana iniezione di noise-rock reiterato (Raw Aids), urbano e malato (Disfunzioni Intestinali), incessante e irrefrenabile (Der Kanaro), addirittura “ballabile” (la groovey Not Right), innervato di blues deturpato nella peggior tradizione dei nineties (Wallace), decomposto come se lasciato a marcire in una fogna dall’anno di grazia 1991 fino ai giorni nostri. Prendeteli come esploratori della melma rumorosa del passato pronti a insozzarvi tutti. Grandi!

(7.0/10)

Pubblicazione: 13 Luglio 2010

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2010)

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