Recensione
Ora Et Implora One Way Ticket
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rock Voti redazione e staff

One Way Ticket

Ora Et Implora

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Rock cantautorale. Cosi definiscono la loro musica gli One Way Ticket da Bari e a farci due conti non si sbagliano poi di molto. Sempre che con il termine si intenda un approccio alla scrittura vecchio stampo, di quelli che andavano in quei Novanta ormai sbiaditi in cui il rock in madrelingua cercava di darsi un tono e conquistare fette di mercato mediando tra melodia e chitarroni. Tornano in mente i Ritmo Tribale, di rimando i Soundgarden (Sondaggio d'opinione), ma soprattutto i Timoria del Renga pre-sbornia sanremese, richiamati dalla voce evocativa e intensa di Maurizio Maremonti e da un impianto strumentale sospeso tra wah wah e riffoni granitici, batterie in stile Metallica e flanger mediamente isterici.

Nella pratica abbiamo a che fare con un'alternanza di ballads rassicuranti (Quello che resta), episodi più sostenuti e qualche sporadico punto esclamativo (gli archi pregevoli di Accade tutto mentre dormi), in cui si bada più a suonare credibili piuttosto che a confezionare immaginari avventurosi e formalmente eccitanti. La scelta pare azzeccata, poiché coerente con le intenzioni di chi suona e in linea con le reali capacità messe in campo.

(6.3/10)

Scheda: One Way Ticket

Pubblicazione: 11 Luglio 2010

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2010)

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