Recensione
Vintage Utah Jazz
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Drum'n'bass Voti redazione e staff

Utah Jazz

Vintage

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La mano fresca del debutto It's A Jazz Thing che puntava sicura sul periodo aureo della scena, e naturalmente tutto il tam tam degli addetti (che da due anni a questa parte martellano e premono per un revival della cassa rullante), hanno certamente fatto gioco al giovane Luke Wilson, un ragazzo sveglio che sin dai primi vagiti aveva avuto il beneplacito dei nomi grossi della scena (Goldie e Fabio su tutti) dando forti segnali come producer ancor più che come dj. Due anni passati a girare il mondo sui dancefloor ne hanno confermato le doti live con set di classici e nuove produzioni d’n’b (la Sub Focus banger), e tra altre strette di mano e remix (Tricky) il sophomore lo presenta con un corollario di feat. da dj superstar nello stile, fatte le dovute proporzioni, dell'ultimo Skream.

Se It’s A Jazz Thing mirava al cuore, al magico triennio ’93 ’96, mescolando un po’ di Reinforced e un pochino di Metalheadz, ovvero giostrando tante spezie black con il giusto di tech, come una sorta di versione aggiornata di Black Secret Technology, Vintage guarda alla cassa rullante con lo scarto indispensabile per tenere la testa nel presente e facendosi i giusti conti in tasca. Come da cliché c’è un bel po’ di singing (la bluesy Bring Backthe Love con Version, il remix di Dreaming con il mitologico Jonny L, i vocalizzi androgini dell’ancor più famoso Chelonis R Jones in Avoiding Puddles) del meticciato ragga (i Ragga Twins nella funambolica e forse migliore Enter The Jungle), dell'hip hop scazzato (il rapping à la Diagable Planets di Could You Handle per mano dei DRS) come dei flavour da soundtrack ’60  (Bunny Boiler) infilati dentro ad arrangiamenti lussureggianti per chitarre new agey (e jazzy), parti per piano, pseudo archi (Take No More) e una buona varietà di campioni di batteria.

Vintage è, in pratica, il disco vetrina di Utah Jazz, un disco settato sulle prestazioni e le skill di un producer che sta dicendo al mondo che, dal party al salotto, è su di lui che bisogna investire. La prossima volta al marketing preferiremo la passione.

(6.0/10)

Scheda: Utah Jazz

Pubblicazione: 10 Luglio 2010

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2010)

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