Dalle anteprime disponibili in rete, il nuovo progetto di Trent Reznor, assieme alla bella moglie-musa Mariqueen Maandig, non ci aveva convinto molto. All'ascolto dell'EP d'esordio invece il tutto acquista una sua organicità e una sua eleganza. Trent porta avanti il verbo NIN e non potrebbe (e perché dovrebbe?) essere diversamente, con un industrial d'ambiente confezionato apposta per essere gustato seduti sopra una poltrona di pelle, venato sì di inquietudine dark (con un nome preso dai Coil) e fremiti post-punk (il ritmo alla My Name Is Mud di Parasite), ma generalmente avvolto in un'atmosfera così sonnolenta, avvolgente, levigata, soffice da flirtare quasi col trip-hop (The Believers, A Drowning).
(6.8/10)
Scheda: How To Destroy Angels
Pubblicazione: 30 Giugno 2010
File under: soft industrial
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