Recensione
A Candle To Your Eyes Shapes And Sizes
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neo-wave Voti redazione e staff

Shapes And Sizes

A Candle To Your Eyes

Asthmatic Kitty Records

Shapes And Sizes fanno base a Montreal ma le loro teste stanno altrove. Nessuna stratificazione strumentale o panorami cinemascope da grande suono canadese, qui: al loro posto, un’economia di mezzi pur nella raffinatezza strutturale, una new-wave al femminile poggiata su strutture sbilenche e accuratezza produttiva. Come se Raincoats, Siouxsie & The Banshees e Slits ci avessero messo trent’anni a farsi accettare e - arrotondati gli spigoli - a divenire lessico comune, grazie ai parametri del gusto che si evolvono e ai ricorsi storici e nel frattempo facendosi dare una mano dallo stile cubista di Pixies e Throwing Muses.

Trascorsi due anni a sgobbare sulla scrittura e dodici mesi a registrare presso l’Hotel 2 Tango, ne esce una sorta di microcosmo falsamente retro dove occasionali indecisioni (certe eccessivi ricalchi di Frank Black e soci; una I Need An Outlet che meritava più della timbrica vocale “emo”; la Tell Your Mum cui gioverebbe un diverso ambiente sonoro) cedono il passo ad attraenti colpi d’ala, ad esempio il basso alla Kim Deal e il ritornello cantilenante d Sing Them Songs e Time Has Practically Stopped, cartolina un po’ western e un po’ ‘50 che ancheggia sinuosa e derapa sul finale.

Convince affidandosi alle squadrature e ai grattugiamenti che amammo nelle Breeders, a una svagatezza sorniona che piazza queste ultime in contesti wave-funk. Raggiungendo il vertice con The Hit Parade (disturbi d’elettronica Sheffield più cuore romantico) e Old Worlds, pop-wave intinto nel suol che transita dal pastello al grigio. A Candle To Your Eyes è materia avara di lustrini buoni per gli indie-nerd: riuscisse a liberarsi di certe zavorre, piacerebbe ancor più a dei pignoli smaliziati come noi.

(7.0/10)

Pubblicazione: 28 Giugno 2010

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Giancarlo Turra
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