Recensione
Lloyd Miller & Heliocentrics Lloyd Miller & Heliocentrics
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jazz etnico Voti redazione e staff

Lloyd Miller & Heliocentrics

Lloyd Miller & Heliocentrics

Strut Records

Oltre alla musica, è l’attitudine degli Heliocentrics a persuadere e conquistare. La loro curiosità, quel desiderio di incrociare gli strumenti con altri artisti di genio per vedere cosa ne salta fuori, di osare e dialogare attraverso ciò che meglio sanno fare e cioè la musica. Dopo le session dello scorso anno col maestro Mulatu Astatke eccoli oggi a collaborare con Lloyd Miller, figura meno conosciuta di strumentista ed etnomusicologo contraddistinto tanto dalla schiettezza e saldezza delle opinioni quanto dall’amore per il jazz. Esattamente questo il terreno sul quale avviene l’incontro, benché la parola definisca territori talmente ampi da aver smarrito i confini a furia di fusioni non sempre felici.

Come altrove si fa con un rock altrettanto onnicomprensivo e qui stilisticamente assente, in questa cinquantina di minuti ci si volge agli anni Settanta in modo mai calligrafico, raccogliendo l’esempio della contaminazione senza approdare su lande free (tutt’al più cimentandosi con la “street poetry“ in Lloyd Lets Loose), mantenendo un’umanità delle forme e una classicità di respiro possibili solo in coloro che della materia maneggiano perfettamente vicende e regole.

Spirituale e vibrante, il disco suona allora classico però affatto ingessato, che allestisca impeccabili tappeti percussivi percorsi da un arcano senso di mistero (Charhargah, Sundra Sunset) o proponga incastri tra pianoforte e ritmica swinganti e al contempo esotici (eloquente Spirit Jazz, tesa Modality); che sorprenda con saggi di minimalismo colto (Salendro, il fenomenale pastiche post-gamelan che John Fahey adorerebbe Bali Bronze) o si appropri di un’idea autenticamente cosmopolita del folk (Latin è quel che il titolo promette, Rain Dance si tuffa nel Gange). Per un risultato che, pur non avvicinandosi all’irripetibile meraviglia concepita con Astatke, possiede il non indifferente pregio di guardare da tutt’altra parte. Anzi: non cercandone improbabili repliche, testimonia per l’ennesima volta l’onestà intellettuale degli Eliocentrici.

(7.2/10)

Pubblicazione: 21 Giugno 2010

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2010)

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