Esce anche da noi (con quasi un anno di ritardo) l’esordio del gruppo neozelandese formato dal compositore e polistrumentista Taay Ninh, dal vocalist Mara TK e dal percussionista Myele Manzanza. I tre ragazzi propongono un soul influenzato fruttuosamente dall’(trip)hip-hop e dal jazz: un miscuglio che incontra i favori della cricca dedita al mesh più cool degli ultimi tempi, siano essi i saggi Sa-Ra Creative Patterns, la battagliera Erykah Badu, le visioni traversali di Flying Lotus o le prove acerbe di qualche nerd londinese in salsa wonky.
L’approccio trasversale del trio passa attraverso ricordi dell’oscurità ritmica di DJ Krush (Waters) e delle prime compilation per turntablisti su Ninja Tune (Thank You Steve), per incontrarsi felicemente con gli archi retrò’n’b (They Don’t Want), gli organetti e gli FX sintetici (Experience) e le sensualità connaturate nel soul-jazz (il clap primigenio di This World). Osannato dalla critica nazionale e dalle riviste di settore inglesi, questo disco dimostra come l’eccentricità non sia l’unica soluzione per emergere: il lavoro del trio (coadiuvato dal produttore Benny Tones) richiama il calore che avevamo sentito nelle prove di Kissey Asplund (vedi il bel featuring di Stacy Epps in Walk On), curandolo con melodie e ritmi che si intersecano alla perfezione anche dal vivo (cercateli su youtube per la testimonianza adrenalinica). Un disco che coniuga diversi mondi e che piace sia all’ascoltatore casuale che il fan. Wellington 1 - Londra 0.
(7.1/10)
Scheda: Electric Wire Hustle
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