Recensione
Sacrifice Quentin Harris
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soul house Voti redazione e staff

Quentin Harris

Sacrifice

Strictly Rhythm

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Il ritorno di Quentin sulla lunga distanza lo fa balzare su un tappeto volante di anima e cuore che sorvola le acque del soul newyorchese tutto. E' il viaggio di chi sa già d'aver fatto qualcosa di buono (con l’esordio No Politics) e di potersi consegnare alla storia indagando ancora più in profondità l'anima del clubbing.

Un disco che ricorda la storia dell'House e, come ogni classico di genere, afrofuturista: Detroit (la sua città d'origine), Chicago e New York i tre vertici del triangolo richiamati in Paradise - miraggio del club primigenio - con un mezzo spoken word di Koffee. In più la bomba di Wait con Denise Henderson in orgasmo e acuti divini che si rifà (come ha dichiarato lo stesso QH) a Prince Murk; l’interludio con un David Morales che fa atmosfera e scuola jazzy (The Sacrifical Lamb), Ultra Naté (di cui Harris produrrà il prossimo disco) è puro distillato disco con archi e paraphernalia stellari in Give It To U, Don’t U Worry ha la nostra Georgia Cee che fa rabbrividire in un ricordo da club Novanta intriso di UKness, la traccia che dà il nome all’album è il combo con la Drew Vision e le tastiere in stop-motion-midi, e poi ancora un suono che è caldo, caldissimo, superprodotto ma non ingombrante (stupendo a questo proposito il singolo ubercommerciale da passaggio immediato in radio Why Me con Cordell).

Quattordici tracce che proiettano QH nell’olimpo del ritmo. Se non fosse per un inevitabile cristallizzazione sul genere, potremmo obbligarvi ad ascoltarlo. Anche se non bazzicate i territori house, provate a sacrificarvi sull’altare del soul. Elevatevi con Quentin. Un tatuaggio indelebile sul corpo.

(7.2/10)

Scheda: Quentin Harris

Pubblicazione: 18 Giugno 2010

File under: soul house

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