Dopo svariati remix, produzioni e collaborazioni, Quentin Harris approda finalmente alla lunga distanza. Il passaggio dal quartier generale della house (Detroit) al melting pot nero di New York si sente sulla pelle e sulle parole di quello che dal titolo non dovrebbe essere un album politico, ma che inevitabilmente lo è.
La politica è nel mix di sorgenti ritmiche diverse, tutte basate su ricordi hip’n’blues. La mescolanza che dialoga con la storia del ritmo da dancefloor: cavalcate degne della Incredible Bongo Band mescolata alla chitarra di Santana (Moist Groove), gli ammiccamenti di Monique Bingham in Black Women Come From Brooklyn, lo stile old school detroitiano scavato da un sassofono in estasi davanti ai falò dell’estate 2001 (un ricordo di quello che hanno combinato Llorca e gli altri mattatori della F-Communications) in Haunted, il nu-soul di Gotta Go, la dichiarazione d’intenti deep di Hate Won’t Change Me, gli archi uberdisco '70 di Say Yes, la balearica Let’s Be Young e l’avvertimento/anthem in coda: “Do it your way / not commercial / […] / This is just the beginning”. Più politico di così! La soluzione è la rivoluzione. Parola d’ordine: New York.
(6.8/10)
Scheda: Quentin Harris
Pubblicazione: 01 Ottobre 2006
File under: house
Abbonati al feed di Marco Braggion
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network










