Nelle vesti UK, neo-soul, Kraftwerk like e dal lato eterodosso di Flying Lotus, poco c'importa. Già con Dam-Funk l’avevamo capito che il funk non sarebbe più stato un ricordo passeggero e il ritorno di Jimmy Edgar un frappé di analogiche prelibatezze.
Armato di scaramantica pacchianità Ottanta, fondamenti House, Techno, hip hop e tanta calura, il bianco di Detroit infila un cornucopia di vocoder (New Touch), bassi midi che ricordano Tutu di Davis (One Twenty Retail), la Sugar Hill Gang (Function Of Your Love, New Touch), camere stroboscopiche per droghine sintetiche (In My Color), in un discone X rated con la consapevolezza e la maturità che già fu dell'ultimo Sebastien Tellier (Turn You Inside Out).
Come per Color Strip di ben cinque anni fa, Edgar registra in analogico con macchine vintage (i ritmi con la TR-808 e TR-909, i funk con ARP odissey, Yamaha DX-7 e altri cheap synth) in cassetta per poi riversare e missare il tutto come un idmmer di un ultima generazione, in digitale, dando al sound quel tipico taglio glitchy.
Il XXX è però un passo avanti, i taglia e cuci sono circoscritti al minimo e dove l'esordio innestava la blackness nei circuiti elettronici degli Ottanta (dai ghetti di NY a quelli di Detroit), qui si lavora di sintesi con chiavi funk fregandosene di ciò che è up (sprazzi Justin Timberlake e Kelis in Turn You Inside Out) e ciò che è undeground. La mentalità Kraftwerk filtrata da Detroit poi fa il resto. Edgar è pronto per spaccare.
(7.4/10)
Scheda: Jimmy Edgar
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