Fanno una cosa che a raccontarla penseresti non ti piaccia i Roggiu De Mussa Pin-a. E invece. Ragione sociale dal De André di mulattiera a suggerire prontamente una vocazione popolare (“getto di fica sazia” in dialetto genovese da Jamin-a), Davide Bonfanti, Samuel Collette, Felice Cosmo, Giampiero Sicurella e Gabriele Zamboni hanno spirito contaminatorio ma anche voglia di non mischiare qualsiasi cosa. E allora focus sull'etno-folk del centro-nord europa (ghironda, fisarmonica e violino i protagonisti; Riccardo Tesi, Kepa Junkera e Ambrogio Sparagna alcune delle referenze) per brani strumentali su cui incombe un salutare imprinting cinematico.
E se il richiamo al post-rock piů canonico non stona nella title-track allo stesso modo lo Yann Tiersen di Valtz n.1 e il Nino Rota circense di Opera galleggiante testimoniano una personalitŕ a suo agio nei balli di piazza di un paese come nei sogni su un seggiolino da proiezionista. Ecco perché ascoltando Slow Migration non si immaginano albe impregnate di nebbia o pomeriggi di granoturco illuminato dal sole ma ce li si sente proprio raccontare. Registi e videomakers li portino sulla pellicola, se lo meritano.
(7.0/10)
Scheda: Roggiu de Mussa Pin-a
Pubblicazione: 12 Giugno 2010
File under: post-folk
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