Recensione
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electro-wave p-funk Voti redazione e staff

Nastro

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To Lose La Track

Poliritmi alla Talking Heads piegati ad una testualità nonsense (IMQ), trattamenti analogici da vocoder meets synth anni ‘70 (Autobus), glitch-pop deumanizzato e p-funk chkchkchkiano portato al livello dello strappo (Sul Parafulmine), electro-rock deformato in liquidi panorami alla LCD Soundsystem in acido (Cestino Di Frutta). Su tutto un senso di robotico incedere kraftwerkiano reiterato allo spasimo su plumbee atmosfere wave-industriali e un continuo spasmo Mutant Disco a battere sottotraccia nelle vene.

Si presenta così, con una caleidoscopica esplosione di suoni elettrici ed elettronici, l’esordio di Nastro: copertina e moniker programmatici dietro cui si nascondono i romani Flavio Scutti, Pierluca Zanda, Manuel Cascone e Francesco Petricca e che inaugura l’offensiva di primavera di To Lose La Track. Etichetta minore, che spesso naviga per scelta a fari spenti ma che si sta creando un piccolo patrimonio di gemme al limitare tra p-funk ritmico, indie sbilenco e wave in ogni salsa. Non si smentisce nemmeno quest’omonimo che nulla di nuovo aggiunge ai generi di riferimento, ma mostra freschezza interpretativa, inventiva catchy medio-alta e soprattutto polso della situazione nel gestire e amalgamare le varie sonorità. Electro-pop, kraut-rock, disco-funk bianco, no-wave schizoide fusi insieme senza soluzione di continuità o barriere architettoniche, a costruire un tappeto eterogeneo e disarticolato su cui scorrono via come schegge impazzite i testi naif in italiano, spesso cantati da Cascone su modalità alla Amanda Lear periodo CCCP. Bell’esordio.

(7.0/10)

Scheda: Nastro

Pubblicazione: 09 Giugno 2010

File under: electro-wave p-funk

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Stefano Pifferi
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