La personalità non difetta di certo al dublinese Conor J. O’Brien, titolare del progetto Villagers arrivato ora all’esordio su Domino con Becoming A Jackal. Deus ex machina del progetto e nome che circola da un anno e mezzo almeno con alcuni singoli ed EP all’attivo, il Nostro è titolare di un songwriting di matrice classica, che si abbevera alle fonti consuete dei Bob Dylan, Neil Young e Simon e Garfunkel per molte soluzioni armoniche; ne rinnova poi la tradizione, innestandosi su una scena, che ha visto negli ultimi anni la stella di Conor Oberst - Bright Eyes, e parallelamente quella di Micah P. Hinson e Eugene Mc Guinness, non dimenticando l’intensità di un Eliott Smith di cui Conor peraltro è fan.
Becoming A Jackal ha il suo valore aggiunto nella matrice chamber che non è secondaria, anzi, contribuendo alla costruzione di un pop talora sinfonico, intimistico e malinconico il giusto. Che non si esaurisce in questo, presentando variazioni e inquietudini tipiche di un disco di formazione qual è quest’esordio, incentrato non a caso sul crescere ed evolversi. Sensibilità e mood che avvicinano Conor ai soliti Robert Wyatt e Scott Walker, ma anche ai più recenti Divine Comedy e Owen Pallett.
Il nostro plauso va allora al progetto Villagers per essere riuscito ad unire intensità emotiva ed espressività, personalità e sintesi in un album riuscito.
(7.4/10)
Scheda: Villagers
Abbonati al feed di Teresa Greco