Recensione
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Genere

canzone d'autore

Data di uscita

Aprile 2010

Pubblicazione

01 Giugno 2010

Andrea Chimenti

Tempesta di fiori

Soffici Dischi

Sorprende Andrea Chimenti con questa nuova uscita a cinque anni da Vietato morire. Difatti, se anche avessimo ipotizzato una svolta dopo la pubblicazione dell'antologia ChimentidanzaSilenda, difficilmente avremmo potuto immaginare ciò che Tempesta di fiori presenta. Un Chimenti più solare, diretto, deciso a tornare a forme di scrittura tradizionali, dove la tematica amorosa viene sviscerata in una serie di ballate dalle tonalità se non proprio e sempre lucenti, quantomeno crepuscolari, o meglio albeggianti visto il generale clima di rinascita e cambiamento di cui si nutrono queste dodici canzoni.

Laddove Vietato morire, album di per sé splendido, lo vedeva meditativo, finanche altero, per brani che accanto all'immancabile fascinazione per il songwriting complesso e maturo di David Sylvian continuavano una ricerca spirituale già praticata nei lavori sul Qoelet e il Cantico dei Cantici, Tempesta di fiori arriva come il primo raggio di sole dopo un'immersione notturna in sé stessi.

Elettriche ed archi contornano di seta e aria primaverile canzoni dalle melodie ariose; la voce non ricorre come d'abitudine a quei bordi ombrosi che sono il marchio di fabbrica dell'ex leader dei Moda ma si lascia libera di vibrare. E proprio l'avventura ottantiana che gli aprì la strada solista traspare in certi frangenti, come uno spleen giovanile senza nostalgie ma con lo stesso vigore.

Nelle tracce iniziali le tante novità disorientano un po', e lo stesso Chimenti pare dover prendere le misure, questo almeno fino alla loureediana Bellissima, quando cioè il meccanismo comincia a funzionare al meglio, e da lì in poi sempre di più.

Proprio a metà scaletta il classicismo baluginante di Feroce e inerme e Stupido così come l'intensità Paolo Benvegnù di Sangue portano l'intero lavoro al suo zenit. Quasi in fondo invece la rilettura di Vorrei incontrarti di Alan Sorrenti conferma uno stato di forma che non ha reso vano un quinquennio di silenzio.

(7.3/10)

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Luca Barachetti
Luca Barachetti (Album 2010)