Terzo volume della serie (il primo risale al 2007) che si propone di esplorare e sdoganare il microcosmo della cosidetta Nu Disco/Cosmic Disco. Siamo dalle parti della Minimal Wave recentemente riesumata dalla Stones Throw. La selecta (in doppia versione unmixed + mixed, curata dal boss di casa Lo Recordins, Jon Tye) comprende dodici piccole perle undeground che declinano in modi sempre diversi i verbi minimal e spacey. Questa Cosmic Disco, in pratica, mette assieme suggestioni di musica cosmica tedesca, minimalismo, la tastierosità di un Jarre e di certo Vangelis, la primissima electro e il funky della discomusic. Il risultato è deliziosamente demodè.
I brani partono - geneticamente - da scansioni e ritmiche electro, per travestirsi poi minimal (Leo Zero), tribal (Ghostape), krautpop (Jonny Nash), disco e discofunky secondo vari gradienti di concentrazione (tutti gli altri). Agli estremi opposti si posizionano i giapponesi Cosmes, con una Iron Deck che resta electro al 100%, e gli Oneohtrix Point Never, con una Astral Project T.I.N.A. tanto dilatata da stingere in una intorpidita galleggiante psichedelia post-Tangerine Dream.
Una goduria per i cultori, un'ottima introduzione per tutti gli altri.
(7.2/10)
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