Il nome bolaniano di questa band di San Diego potrebbe far pensare al glam, ma non è così: si tratta sì di nostalgici anni '70, ma di quelli dell'hard rock e dei live incendiari (a quanto dicono), benché non manchino sporcature della seconda parte del decennio che li portano su una rotta Zep/Black Crowes da nostalgici doc, con puntate dalle parti dei Fuzztones nell'opener Rest Sniper Rest ma anche dei Coral in You've Been Warned.
In realtà il glam in qualche modo torna, ed è un po' il problema di questo secondo album: il quale conferma sì grinta, scioltezza e coesione, ma qua e là inclina pericolosamente verso vocalizzi propri del modo degenerato in cui quel genere è stato inteso nel metal-pop degli anni '80 (Crimson Cavalry).
La scrittura poi non riscatta particolarmente il deja vu della formula e il pur innegabile piglio non può farlo più di tanto: per cui alla fine, a parte qualche eco Alice In Chains (vedi Kill Or Be Killed), la più interessante è proprio la title track, uno spiritual notturno che riesce ad essere suggestivo pur sembrando semplicemente un Bon Jovi in buona forma.
Gli amanti del genere ci troveranno tutto il "rock" che vogliono.
(6.1/10)
Scheda: Dirty Sweet
Pubblicazione: 06 Giugno 2010
File under: Rock
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