Recensione
Hidden Titiyo
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R\'n\'B Voti redazione e staff

Titiyo

Hidden

Despotz

La lunga carriera della regina dell'R'n'B svedese, nonché sorellastra di Neneh Cherry che alla musica la avviò, non aveva regalato pagine particolarmente memorabili, come si evince dal Best Of del 2004: un disco ogni tanto, piazzato anche dove gli competeva - ossia nelle chart americane, ma il tutto all'insegna di un pop che seguiva senza grossi sussulti i trend del periodo.

Dopo esser passata però dallo stardom di Come Along allo stallo creativo dell'album non terminato nel 2004, Titiyo ha avviato un percorso di ridiscussione che l'ha portata, tra le altre cose, a scrivere da sé il repertorio.

Ne è risultato Hidden (del 2008 ma distribuito in Italia solo adesso), il quale fin dal titolo - da intendere più come "intimo" che come "nascosto" - si muove su linee nuove rispetto al passato, mollando il dancefloor per una malinconia che non viene meno nemmeno quando si recupera un po' di tiro ritmico, vedi l'opener Awakening (con melodia di celtico pathos su bassi house) o una Clear Crystal Mud con furtino-Eurythmics. Il pop lo cerca semmai nei Portishead di Stumble To Fall, nel bordone vagamente Harvey di N.Y. o nel duetto con Moto Boy della If Only Your Bed Could Cry: per il resto la nostra preferisce insistere sul celtico nelle movenze sinuose di piano, archi ed elettrica di Standby Beauty o cercare delicatezze mitchelliane in Longing For Lullabies, misteriose in Drunken Gnome.

Pop lo è ancora, dell'R'n'B ne rimane, eppure Titiyo ha trovato una mano già ferma per farne qualcosa di segno opposto rispetto al poco carattere del passato.

(6.8/10)

Scheda: Titiyo

Pubblicazione: 06 Giugno 2010

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