Considerando i sei anni di silenzio e la deriva qualitativa dei Soul Assassins di Dj Muggs, il ritorno dei Cypress Hill è molto meno brutto di come ce lo si poteva aspettare. Rise Up è un disco celebrativo (come già Intermission) il cui scopo principale è ribadire il ruolo del gruppo all'interno della tradizione hip hop e alle origini del fenomeno crossover.
Ecco allora spiegato, da una parte, il classicismo funksoul di alcuni buoni pezzi (su tutti la Light Up prodotta dal maestro Pete Rock). Ecco allora spiegati, dall'altra, i riffoni hard di Tom Morello su Rise Up e Shut 'Em Down, le progressioni emozionali di Mike Shinoda dei Linkin Park in Carry Me Away e le declamazioni di Daron Malakian dei System Of A Down in Trouble Seeker, feat e pezzi efficaci, anche e soprattutto al di là del rappato di casa Cypress, che non sempre va a segno. L'iniziale It Ain't Nothin', primo singolo, spacca senza appello. La conclusiva Armada Latina, pezzaccio per il barrio con il ritornello di Marc Anthony (che nel video ufficiale si è fatto sostituire da un sosia), ribadisce le radici del gruppo.
Una manciata di brani brutti o pasticciati (citiamo solo l'impacciato uptempo discomusic di I Unlimited) non riescono a far dimenticare le cose buone. Ma ad abbassare il voto sì.
(5.8/10)
Scheda: Cypress Hill
Pubblicazione: 01 Giugno 2010
File under: Crossover hip hop
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