Recensione spot
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Genere

psichedelia nera

Data di uscita

Febbraio 2010

Pubblicazione

02 Giugno 2010

Excepter

Presidence

Paw tracks

Rischiavamo di farcelo sfuggire tra le uscite dei primi mesi del 2010, questo colosso di 130 minuti diviso in due CD, quadratura del cerchio della dilatazione di mondi (e di pupille).

Si parte con la saga Teleportation, un lungo viaggio – e come poteva non esserlo? - fortemente influenzato dai brandelli della “industrial music for industrial people” (Teleportation: Bre). Da Teleportation: Lil accade invece qualcosa di più interessante: nasce una sorta di Saucerful Of Secrets dei giorni nostri, con spunti minimalisti che si fanno tappeto, soffi di tastiere e un mood misto tra metropoli e le rovine di Pompei. Il ciclo dei brani del primo CD è il modo di Excepter di aprirsi le porte dell’aldilà, con culmine in Teleportation: Kop, un ibrido tra industriale e dub.

E così, nel nuovo inizio, dopo la planata del teletrasporto, si confida passo passo qual è la chiusura del quadro, con prima tappa, pur con i filtri (personalizzanti) dei Nostri, su lande Steve Roach. Tutto è ancora giocato sulla prevalenza del nero rispetto al colore, con fortissime valenze psichedeliche, ma anche con quella ricerca colta che siamo sicuri gli Excepter abbiano sviluppato. Quando siamo sul punto di pensare che Presidence possa essere troppo intelligente a tutti i costi, arriva Leng, dove il dub si anima di una cosmica di eccezionale efficacia, pur nel rimando continuo a quelle musiche che gli anni in corso, specie nel sottobosco del rumore, procedono a sdoganare senza tregua, così come l’idea di suite, di lunga durata, di concentrazione.

Nessuno direbbe più “non mi piace”, specie se si trova scritto “è come se i Wolf Eyes rifacessero i PIL che rifanno i Tangerine Dream”. Oppure “Eno/Fripp dei giorni nostri”, riferimento che si potrebbe spendere per l’impressionante tenuta compositiva della quasi mezz’ora di Og - per non parlare dei 33 minuti della title-track, geniale prestito Terry Riley (in un fanta feat. Experimental Audio Research) giocato sulle varianti di un unico arpeggio senza posa.

Presidence è un monumento a una cultura musicale, un tout se tient. Può essere rifiutato come compilativo oppure strabiliare. Ma, all’interno di rimandi piuttosto chiari, il gioco è di tirare fuori un percorso (secondo un’etica Spacemen 3) poliedrico, che inizia dai borborigmi industriali e risale fino al kraut. Un album maturato nei tanti anni di attività del combo, interessato forse a orientare in modo abbastanza definitivo lo sguardo del passaggio ’00 / ’10 del nuovo millennio. Gli Excepter sono ora un gruppo eclettico di psichedelia totale, diversa però da quella dei No Neck Blues Band, da cui gli Excepter (con intercessione di John Fell Ryan) derivano, almeno biograficamente. Hanno deciso di essere portavoce – d’eccellenza - di un’epoca. Duro confrontarsi, d’ora in poi.

(7.7/10)

Scheda: Excepter

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Gaspare Caliri
Gaspare Caliri (Album 2010)