Recensione spot
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Genere

jazz

Data di uscita

Aprile 2010

Pubblicazione

06 Giugno 2010

Kenny Graham

Moondog And Suncat Suites

Trunk Records

Basta dire chi c’è e quasi tutto il resto va di conseguenza. È anzitutto la figura di Moondog a rendere questa ristampa - che mette a disposizione un materiale indisponibile da più di mezzo secolo - consigliata. Un invito all’ascolto a tanti tipi di utenze, non solo al fidato ascoltatore di jazz, che saprà a memoria la vicenda del figlio della luna stradaiolo, ma anche all’orecchio di chi ne è digiuno e non discerne nella massa indistinta e a volte sterilizzata della musica nera per eccellenza.

Moondog fu quel compositore e polistrumentista non vedente che per vent’anni si è aggirato per le strade di New York facendone non solo il proprio palcoscenico ma anche il luogo di paradossale intimità. Il Vichingo della Sixth Avenue (così veniva chiamato) creava una continua colonna sonora urbana tramite trasognate composizioni; non un artista di strada punto, un compositore riconosciuto e storicizzato. Era la metà degli anni Cinquanta quando, dall’altra parte dell’Oceano, il jazzista e compositore inglese Kenny Graham (classe 1924, morto nel ’97) decise di fare un disco di cover - a nome Kenny Graham And His Satellites - dell’amato Viking. Nel luglio del ’56, complice l’ingegnerizazione del suono di Joe Meek, fu registrato Moondog And Suncat Suites, dove alla “Moondog Suite” – le prime dieci tracce, dalla meravigliosa One Four a Fog On The Hudson -, composizioni moondoghiane appunto, faceva seguito la “Suncat Suite”, composta da Graham ma fortemente suggestionata da atmosfere e tecniche compositive di Moon.

La parola chiave, nel sound diffuso dalla dozzina e più di strumenti coinvolti (Moondog ea anche creatore di nuovi strumenti, come di vestiti), è “incanto”. Per quanto il Nostro pare traesse ispirazione dai suoni della Grande Mela, auto, metro, sbuffi e animosità urbana, non si sente la New York delle strade, in Moondog And Suncat Suites, quanto una magia sospesa nell’aria (Chant). L’astrazione di chi non poteva separarsi fisicamente dal corpo della metropoli è tutta nella testa, quindi nella musica. Arrendiamoci alla gran quantità di fascinazioni che tutto questo comporta.

(7.5/10)

Scheda: Kenny Graham

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Gaspare Caliri (Ristampe, Compile, Live 2010)