Recensione
Silly Lilly Zero In On
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Indie rock Voti redazione e staff

Zero In On

Silly Lilly

Che ci fa un disco come questo tra le autoproduzioni? Per trovare l'America non serve andarci davvero: basta farci arrivare i dischi, a restituire gli stimoli che da lì e dall'Inghilterra hanno colonizzato il mondo, Locarno compresa, da dove vengono gli Zero In On.

Il trio italo-svizzero nelle terre del rock c'era però stato davvero; dunque non si capisce come mai Silly Lilly non sia pubblicato da chi di gruppi come loro ne ha sfornati a decine, spesso peggiori. Il disco non sfigurerebbe nell'indie-rock odierno, quello che rallenta i Green Day, canta come Casablancas e somiglia a mille altri, dai Franz Ferdinand e dintorni: niente di eclatante ma complessivamente una buona disinvoltura, energia e una produzione che ogni tanto spara qualche finezza (il piano e i fiati miniati in duetto su Los Angeles Is Burning, una Seargent Dylan Sand che dopo la Intro psichedelica passa a fare ska come lo farebbero i Beirut). Lo stomp della title track, poi, è una freccia - MTV-proof - che non hanno proprio tutti in faretra.

(6.4/10)

Scheda: Zero In On

Pubblicazione: 03 Giugno 2010

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