Recensione
Living Pontiak
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post hard rock Voti redazione e staff

Pontiak

Living

Thrill Jockey

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Gente che viene dalla campagna i fratelli Van, Lain e Jennings Carney. Da noi si dice “scarpe grosse e cervello fino”, nella loro Virginia non sapremmo, ma conta averli tra noi questi stacanovisti delle note - siamo all’album numero cinque - che non ne sbagliano una. Arrivano a una prima maturità, com’è giusto, spendendo più tempo nel granaio che hanno adibito a studio di registrazione (un poker di mesi in luogo dell’usuale settimana…) e apparecchiare quelle che sulle prime sono le “solite” chitarre pesanti, i “soliti” bassi rugosi, le “solite” melodie sabbathiane.

Calma, che non ci troviamo al cospetto di uno tra i tanti gruppi di copisti che sia aggirano nel panorama di riferimento: qui nulla dura più del dovuto e l’urgenza espressiva prevale. Vero è che Young e This Is Living sono paradigmi di quanto appena elencato, nondimeno c’è un tono sardonico e oppiaceo nell’esecuzione e nella voce che tradisce l’approccio iconoclasta del trio. Demoliscono regole che, un tempo lontano, erano quando di più sonicamente eversivo potevi chiedere. I Pontiak lo hanno capito e sanno che non puoi più cadere nella prosopopea se ti misuri con queste sonorità.

Ecco perché Original Vestal sfocia in colpi sparsi e feedback modulato in equilibrio paritario tra gli strumenti, e Algiers By Day e Thousand Citrus sottraggono zolfo a Tony Iommi per farne acidume da California ’68. Questo il motivo dietro And By Night e Second Sun, sperimentali parossismi col sorriso sulle labbra come li pensavano magari i Thin White Rope; questa la motivazione che libera le Virgin Guest e Beach vicine ai Pink Floyd estatici e intorpiditi nell’alveo dei primi ‘70. Dal quale proviene - ancorandosi tra la Londra degli Hawkwind e la Detroit degli Stooges - la tenebrosa e spezzettata Lemon Lady, laddove i sei minuti di psichedelico ondeggiare di Pacific riassumono il senso della band americana come meglio non si potrebbe. Stato dell’arte per un certo rock chitarristico, un disco siffatto, perché prende a esempio il passato per non farsi impaludare. Hai detto niente.

(7.5/10)

Scheda: Pontiak

Pubblicazione: 31 Maggio 2010

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2010)

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