Recensione
Lux Disappears
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hard-psych Voti redazione e staff

Disappears

Lux

Kranky

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Inspessisce il proprio suono la Kranky, pubblicando l'esordio dei Disappears. Il combo chicagoano, con dentro ex membri di Ponys e 90 Day Men, si muove infatti su coordinate piuttosto distanti da quelle care all'estetica della label della windy town. Il perché di questa insolita scelta è presto detto: Lux era infatti destinato alla Touch'n'Go, etichetta più incline a strutture sonore corpose e grasse, ma purtroppo il recente ridimensionamento della storica label noise-rock ha comportato prima lo stallo dell'album, poi il recupero da parte della Kranky.

Il suono del quartetto, si sarà capito, è bello possente e distorto, krauto e cosmico nelle accezioni più rovinose e generiche dei termini, incline a veleggiare su spazi aperti tramite ripetizioni strumentali ossessive, ritmiche quadrate e reiterate allo sfinimento, voci catacombali e una sensibilità oscura che spesso se non sempre ammanta i brevi pezzi di una coltre dark piuttosto evidente. Sullo sfondo i Can del primo periodo, ma disidratati; a distanza ma non troppo Spacemen 3 e Loop, tanto per fare nomi di pietre miliari del genere; in primo piano, tanto per rimanere alla contemporaneità, Warlocks ridotti all'osso e Wooden Shjips, in particolare nella versione ultra-minimal Moon Duo: questi i possibili referenti del suono Disappears. Ideali per orientare chi legge e per collocare una proposta che seppur di genere mostra accattivanti soluzioni e un briciolo di originalità che non fa mai male.

(7.0/10)

Scheda: Disappears

Pubblicazione: 01 Giugno 2010

File under: hard-psych

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2010)

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