Recensione
Genderful Little Annie, Paul Wallfisch
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chansonnier pop Voti redazione e staff

Little Annie, Paul Wallfisch

Genderful

Southern Records

Le basi su cui si fonda il sodalizio tra la regina dell’underground musicale newyorkese Annie Bandex e l’ex tastierista di Firewater e Botanica, Paul Wallfisch, sono più solide di quanto si sarebbe pensato inizialmente. Veterani di lungo corso, la sanno fin troppo lunga,  consapevoli che dopo il precedente When Good Things Happen To Bad Pianos, il rischio maggiore era quello dell’archiviazione automatica al genere di riferimento: la ballad jazzata da chansonier francese, tra Jacques Brel e Serge Gainsbourg, e con più di qualche strizzata in direzione Antony.

Eppure il nuovo Genderful, smuove sufficientemente la scaletta per poter dire che non si sono ripetuti. L’apertura sofisticata di Tomorrow Will Be dice già che l’uso dello studio è stato meticoloso: base elettronica, florilegio di frasi di tastiera, sussurato sexy. C’è persino una puntura di blues da cocktail nelle vellutate volute di Suitcase Full Of Secrets che odorano deliziosamente di Tindersticks, e fa ancora meglio, la malizia acustica di Billy Martin Requiem, che davvero cambia le carte in tavola. Poi, ovviamente, il resto dello spettacolo è sempre più o meno lo stesso: Annie ancheggia e sussurra per un pubblico di astanti dal vezzo intelletual chic e la mazzetta di banconote fermate con la pinzetta d’oro. E’ pur sempre tutta una messa in scena e il copione va rispettato.

(6.5/10)

Pubblicazione: 28 Maggio 2010

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