Recensione
All Hour Cymbals Yeasayer
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indie wave Voti redazione e staff

Yeasayer

All Hour Cymbals

We Are Free

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Si parte con una Sunrise che sembra uscita fuori da un disco di George Michael. Pare quasi di vederlo ancheggiare sul clap clap in mid-tempo della ritmica, quando Chris Keating attacca la parte vocale subito doppiata da un gioioso coretto gay. Tutto questo potrebbe tranquillamente suonare in modo orribile, ma invece funziona alla perfezione. Wait For the Summer paga invece tributo a Peter Gabriel come buona parte dei brani restanti. E’ lui la stella polare verso cui tendono brani fantasiosi come No Need To Worry e Forgiveness. 2080, il primo singolo per le radio, ti appiccica subito addosso la sua melodia in maniera vigliacca e sembra una Shock The Monkey rifatta da Paul Simon mentre jamma con gli Animal Collective. Parte del fascino della musica degli Yeasayer è di natura prettamente post-modernista. Musica che strizza l’occhiolino in maniera subdola ad un trilione di riferimenti e puoi tanto stare al gioco quanto lasciarti andare all’incedere delle melodie e cedere al minutaggio del disco. Sotto questo punto di vista la tenuta su strada è di quelle da auto di prima linea. Germs è un’altra ode etno-eighties che si anima su cori da giungla in stile Real World. Wintertime è un’epica marcetta indiana ma suonata come la suonerebbero gli Akron / Family. Gli Yeasayer questo sono. Un matrimonio astuto tra passato (gli anni ‘80) e il presente (tanto tribal indie di questi anni) Riuscite ad immaginarvi un ibrido tra i Fine Young Cannibals, Peter Gabriel e gli Animal Collective? Se non ci riuscite gli Yeasayer possono essere una risposta.

(7.2/10)

Scheda: Yeasayer

Pubblicazione: 22 Novembre 2007

File under: indie wave

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Antonello Comunale
Antonello Comunale (Album 2007)

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