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Slow, Deep And Hard Type O Negative
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Metal Voti redazione e staff

Type O Negative

Slow, Deep And Hard

Roadrunner Records

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Ha il suono sottile della beffa, eppure Peter Steele è morto per un semplice attacco cardiaco. Lui ci aveva sempre girato intorno, spesso aveva messo in giro false voci sul suo decesso ed era solito celebrare il culto del suicidio come unica forma virtuosa di farla finita. Ora siamo qui a sentenziarne la grandezza post-mortem come si compete a tutti i grandi protagonisti del metal anni ’80 e ’90 che se ne sono andati in questi anni, da Dimebag Darrell dei Pantera, a Chuck Shuldiner dei Death, passando per "Piggy" dei Voivod. Peter Steele, al secolo Peter Ratajczyk, sta li in mezzo, in un pantheon di assoluto rispetto, ma in una nicchia tutta sua, non fosse altro che a dispetto di un ego smisurato, di celebrazioni non ha mai voluto farne.

Ex poliziotto, ex militante in formazioni trash-hardcore mai troppo elogiate come i Carnivore, grandissimo maniaco depressivo, morboso patologico con evidenti problemi di ordine sessuale, dal fisico scultoreo e imponente e dalla smodata propensione all’esibizionismo (celebri le sue foto a cazzo duro per il paginone di Playgirl, che gli valsero gli sfottò invidiosi di mezzo mondo metal). Il fascino storto e diagonale dei Type O Negative sta tutto nel suo modo di guardare al mondo, tanto che l’identificazione tra lui e la band è totale e imprescindibile. L’unico modo degno allora per celebrarne la buonanima è quella di andarsi a ripescare il primo, indimenticato, capolavoro dei Type O Negative, datato 1991, ristampato e rimasterizzato appena l’anno passato. L’ormai leggendario Slow, Deep And Hard, da più parti (per lo più esterne alle file della metal intellighenzia) considerato il miglior disco di metal estremo.

Una ben strana medaglia di cui fregiarsi, quando si sono attraversate stagioni e decadi di brutali espressioni oltranziste originatesi dal trash metal della bay area, passate nel tritacarne gore del death e del grind e arrivate al funerale definitivo con il black. Ma i Type O Negative si mettono a stimolare le zone buie dell’anima, senza fare bieca didascalia splatter, ed è per questo che hanno sempre avuto un risvolto, per certi versi, più “intellettuale”.

Dopo l’ascolto di Slow, Deep And Hard si capisce che tutte le definizioni stanno strette, in primis quella di metal, in vero contaminata fino al midollo, al punto che per lunghi tratti è più simile ad una forma di hardcore evoluto e progressivo, con lugubri passaggi di organo monastico a centrare un melodismo gotico e tenebroso, con tanto di cori che riprendono il ritornello in terza persona, alla maniera dei Beatles, notoriamente la band preferita di qualunque maniaco che si rispetti, e quindi anche di Peter Steele. Slow, Deep And Hard si presenta quindi come un parto doloroso e complicato e a conti fatti come un vero e proprio concept album. Il concept è Peter Steele stesso. Il disco quindi non potrebbe essere più complesso di così, tanto che stimola l’analisi dettagliata delle sue parti più minute nel tentativo di decifrarne il disegno generale, quasi come se si componesse un puzzle sistemando i pezzi l’uno con l’altro.

I brani viaggiano sulla media degli 8 minuti di durata, si articolano in vere e proprie suite a più movimenti. E’ il dramma teatrale secondo i Type O Negative. Dal dolore dell’infedeltà della sua ex che sta al centro di Unsuccessfully Coping With The Natural Beauty Of Infidelity (con micidiale umorismo maschilista di Peter: “Tu c’hai il cazzo nella testa e lo sperma sul fiato / Ti sei messa il diaframma prima di farti praticare un po’ di ginecologia freelance”), alle disgrazie della società afflitta dai debosciati dell’assistenza sociale in Der Untermensch, fino alla seduzione dell’omicidio (si suppone della ex) a colpi di piccone in faccia in Xero Tolerance, alla degradazione dello stupro (con martello pneumatico) in Prelude to Agony, alle trovate cinematografiche di Glass Wall Of Limbo (Dance Mix) e The Misinterpretation Of Silence And It's Disastrous Consequences, tra cori di monaci medioevali, schiavi che tirano catene, male interpretati silenzi, e fino alla chiusura della propria autorealizzazione tramite il suicidio, nell’atto d’amore finale di Gravitational Constant: G = 6.67x10-8 cm-3gm-1sec-2, in cui Peter, sedotto dalla forza di gravità, si unisce in matrimonio con il suolo terrestre, non prima di aver fatto atto di dolore, riconoscendo che come minimo qualche problema c’è ("Ho un problema / Un problema con l’odio / Non posso continuare a trascinarmi questo peso").

Per essere capito fino in fondo, Slow, Deep And Hard va letto e sentito esclusivamente attraverso la mente del suo autore ed è li che si nasconde tutto il suo estremismo.

(8.0/10)

Scheda: Type O Negative

Pubblicazione: 01 Giugno 2010

File under: Metal

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