Recensione
Baustelle Greie Gut Fraktion
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elettro industrial Voti redazione e staff

Greie Gut Fraktion

Baustelle

Monika Enterprise DE

Le foto che accompagnano la pubblicazione di questo disco dicono già tutto. Si vedono Antye Greie ovvero AGF e Gudrun Gut, che indossano entrambe un elmetto da muratori, in un paesaggio desertico e pietroso. La collaborazione tra le due signore dell’elettronica tedesca nasce sotto il segno della costruzione di nuove prospettive, ovvero “un posto di progresso,” nella nuova Germania del compromesso Merkel.

Che i presupposti siano programmatici e per niente lasciati al caso lo indicano tanti elementi. In primis la provenienza delle due: AGF rappresenta la Germania dell’Est, Gudrun Gut quella dell’ovest; il titolo Baustelle, che sta per “sito in costruzione” e le due che hanno già portato il disco dal vivo, con tanto di scenografia corredata di nastri da operai edili. Che il pensiero, partendo da queste premesse, arrivi subito agli Einsturzende Neubauten, è quasi ovvio e la presenza di Gudrun Gut non fa che alimentare la speculazione a riguardo, ma la musica di Baustelle, pur con tutte le sue evidenti inflessioni industriali, non è direttamente paragonabile a quella della band di Blixa Bargeld. Di fatto, la somma delle parti è una sintesi sufficiente per brani così calati in una gradazione dub, da somigliare a tratti molto agli Scorn.

Il resto ce lo mettono i campionamenti di trapani, legni, seghe, viti e bulloni che sono stati al centro delle registrazioni sul campo (ovvero veri cantieri in costruzione) dove AGF e Gudrun Gut si sono aggirati per un certo periodo di tempo, nel tentativo di assorbirne l’umore di fondo (oltre che le fonti sonore). L’iniziale Cutting Trees vale per tutto il lavoro, nel suo magistrale uso di campionamenti e voci filtrate, ma il pendolo può facilmente pendere per una (AGF) o per l’altra (Gudrun Gut), a seconda che si propenda per frangenti più in odore di minimal techno, come Wir Bauen Eine Neue Stadt o We Matter, o per le geometrie più arty e diagonali di sculture sonore dalle forme inedite come Baustein o China Memories.

Il risultato è seducente e severo al tempo stesso. Le due dominatrix elettroniche non lesinano nemmeno in fatto di erotismo (“Un uomo in piena fioritura / le sue gambe spalancate”). Un disco definibile con una parola sola: tedesco.

(7.3/10)

Pubblicazione: 27 Maggio 2010

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