Recensione
Messenger Films
Cover image
ethereal classic Voti redazione e staff

Films

Messenger

Noble

Non è il più semplice dei territori quello che hanno scelto i Films per muovere i loro primi passi. L’enigmatico duo giapponese, dal nome cinematografico e dal piglio fantasy, è in apparenza, ad un ascolto distratto e frettoloso, l’ennesimo riflusso di certa scuola post-rock mieloso islandese che ha preso tutto il peggio dai Mùm e dai Sigur Rós e l’ha riproposto enne volte da un decennio a questa parte. In realtà i Films, pur muovendo dall’esempio degli illustri predecessori d’Islanda, trovano una propria via personale all’etereo, in un modo che ricorda un po’ tutti e un po’ nessuno.

C’è sicuramente molto della scuola dream pop anni ’80, Bel Canto su tutti, così come l’uso contemporaneo di elettronica minimal glitch e gli inserti neo classici vanno evidentemente a fare i conti proprio con i Sigur Ros e con un neppure tanto vago sentore di classica contemporanea. Sono diversi i momenti in cui fanno pensare a certi passaggi delle colonne sonore di Joe Hisaishi per esempio. Sono i momenti più classici, dove uniscono al meglio arrangiamenti ricchi e dettagliati a base di piano, viola, violino e cello. Messenger dovrebbe ruotare intorno ad una fiaba immaginaria, e altro non è dato sapere, vista la difficoltà di decifrare un canto quanto mai perso nei riverberi e negli echi de missaggio.

Detto questo, la magia assoluta di momenti semplici eppure emozionanti come le frasi di piano di Water Horse, la nenia smaccatamente infantile di Liz & Lilly, il cullare agrodolce di Little Forest o i cori celestiali di I'm Sleeping Under The Dead Tree (che reggono facilmente il paragone con quelli del primo disco dei Silver Mt. Zion), riescono a riconciliare con un genere, di questi tempi, afflitto come non mai, dalla serie B.

(7.0/10)

Scheda: Films

Pubblicazione: 26 Giugno 2010

File under: ethereal classic

| Archivio
Antonello Comunale
Antonello Comunale (Album 2010)

Rss
copertina pdf #91