Recensione
Ragged and Right Jack Rose, Charles Speer & The Helix
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Country & Ragtime Voti redazione e staff

Jack Rose, Charles Speer & The Helix

Ragged and Right

Thrill Jockey

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Necrofilia e ripescaggi per quest'eppì dalla brevissima durata per il defunto Jack Rose accompagnato da D. Charles Speer & The Helix. Anzi, ad onor del vero, trattasi più di un disco per voce e chitarra del secondo (Enos Slaughter, No-Neck Blues Band), diviso tra il traditional In the pines, ed altri due brani ispirati a Mordecai Jones/Link Wray, di cui solo uno co-firmato da Rose e Jones.

Brani che risalgono alla primavera di un tour del 2008, ma che data la loro tradizionalissima affezione al Ragtime Country potrebbero pure appartenere a decine di anni prima, com'era attitudine del resto nella musica di Rose recuperare canzoni e registrarle coi sistemi più sgraziati, proprio per eludere il presente dichiarando un amore infinito per il pre-war blues (come in Dr. Ragtime).

Jack Rose è alla lap-steel elettrica, e la formazione si divide tra basso, batteria, chitarra ed una voce, quella di Speer che rimanda a quella del Johnny Cash dei primi quattro o cinque dischi. Una musica tutta roots-oriented, che non aggiunge molto al discorso di Charles Speer, così come non sembra vi siano grandi tracce del talento di Jack Rose, che più che comprimario, o musicista aggiunto, si sente nel disco come un fantasma tirato fuori da una seduta spiritica a tavolino.

Un disco senza troppa gloria e senza alcuna lode a cui seguirà Honest Strings: A Tribute To The Life And Work Of Jack Rose, altra operazione di quelle che faranno Jack Rose leggenda in questi tempi in cui trovar qualcosa di leggendario è davvero difficile.

(6.0/10)

Pubblicazione: 17 Giugno 2010

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