Recensione
Option Paralysis Dillinger Escape Plan (The)
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MathCore Voti redazione e staff

Dillinger Escape Plan (The)

Option Paralysis

Season Of Mist

What did you expect? That we would never leave home? ... we can never get back what we choose to throw away. La maggior parte di ciò che è stato detto o scritto sui TDEP dall'epoca del secondo album, si è limitato ad un unica questione: la scelta di inserire elementi melodici in quel peculiare marasma sonico di ipertecnicismi prog/metal e rabbia punk che li ha resi, sin dall'esordio Calculating Infinity, nome imprescindibile per i nuovi HC kids, assieme ai vari Converge, Coalesce, Botch e Cave In.

Da allora la critica si è polarizzata tra sostenitori e detrattori lasciando ben poco margine a giudizi di merito sugli album. Il sophomore Miss Machine, a parte l'effetto sorpresa di zuccherosi refrain, è in realtà poco più di un tentativo di ridefinire la formula dopo un massiccio cambio di line-up che vede la sostituzione del bassista Adam Doll con Liam Wilson e del cantante Dimitri Minakakis con Greg Pulciato. Formula che trova un migliore compimento nel successivo Ire Works dove le sfuriate math-core si sono bilanciate all'interno dei pezzi, ora propriamente canzoni con Pulciato ad alternare urla indemoniate e anatemi Power-Pop.

Lungo il medesimo solco si colloca Option Paralysis, ancora in bilico tra tentazioni da classifica pop-rock e una sempre indomita furia hardcore, eppure con qualcosa fuori fuoco. Il tragico piano di Windower è decisamente sopra le righe, ed in altri episodi (I Wouldn't If You Didn't, Parasitic Twins) i ragazzi non riescono a ripetere la scrittura compatta che li caratterizzava in precedenza, anrzi forzando ancor più la convivenza tra le due anime.

 

(6.4/10)

Pubblicazione: 24 Maggio 2010

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Leonardo Amico
Leonardo Amico (Album 2010)

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